Qual è il metodo migliore per imparare l’inglese?

Avere un metodo non vuol dire avere in mano una bacchetta magica, ma vuol dire poter studiare l’inglese con maggior efficacia e decisione.

Perché serve un metodo? Non si può fare a caso.

Non è detto che devi adottare un singolo metodo in particolare. Potresti scegliere aspetti di più metodi o inventarne uno tu. Ma se cerchi di imparare l’inglese a caso (senza direzione, ordine e struttura) è facile perdersi e finire ad imparare poco.

Quali sono i metodi principali?

  • Grammar-translation / tradizionale: questo è un metodo tradizionale che prevede l’applicazione delle regole grammaticali a tradurre una serie di frasi o testi. Chiaramente l’approccio fa poco per il parlato e gli aspetti pragmatici della lingua.
  • Direct / natural: in contrasto al metodo tradizione il metodo diretto si concentra sulla comunicazione anche a scapito della grammatica scritta. Le lezioni si tengono esclusivamente nella lingua ‘target’ (cioè nel nostro caso in inglese).
  • Audio-lingual: The cup is on the table. The table is on the floor. Questo approccio prevede una serie di esercizi (o ‘drill’) verbali in cui lo studente deve ripetere delle frasi grammaticali che cambiano leggermente. Come il metodo diretto non ci sono spiegazioni della grammatica e l’idea e che l’apprendimento occorre in modo naturale. Il metodo Callan è praticamente un metodo audio-lingual.
  • Communcative language teaching: L’idea è che il motore dell’apprendimento linguistico è l’impulso comunicativo, cioè la nostra voglia e il nostro bisogno innati di comunicare con gli altri. Invece di insegnare la grammatica o fare esercizi verbali (‘drills’) lo scopo del metodo è quello di creare contesti e compiti comunicativi che, in modo naturale, inducono alla scoperta e all’apprendimento. Un esempio potrebbe essere chiedere indicazioni, presentarsi o parlare ad un amico di un articolo di giornale.

In una scuola di inglese tipica quale metodo viene utilizzato?

Allora, quale metodo si utilizza nelle migliaia di scuole di inglese in Italia e all’estero? Spesso un mix dei metodi descritti sopra. Chiaramente la scelta di metodo è limitata dalla bravura dell’insegnante e anche il fatto che la maggior parte delle scuole offrono corsi di gruppo. Secondo me la caratteristica più rilevante dei corsi di gruppo è l’impossibilità di fare parlare gli studenti tanto. L’approccio ‘de facto’ diventa ‘talk e chalk’, cioè ‘parlare e gesso’: l’insegnanet parla alla classe e scrive sulla lavagna facendo delle domande e ogni tanto facendo una conversazione aperta. Di solito il libro di testo è il filo centrale della lezione.

Il metodo migliore dipende anche dal tuo stile di apprendimento

Ho descritto degli approcci principali ma in realtà ogni insegnante e ogni scuola avrà un metodo diverso (l’importante e che ci sia un metodo e che le cose non vengano fatte a caso).

Esiste un metodo per parlare l’inglese meglio?

Ci sono tanti ingredienti che contribuiscono alla fluidità nell’inglese. Bisogna imparare nuovi vocaboli (nel contesto giusto), bisogna esercitarsi nella pronuncia e imparare le regole grammaticali in modo naturale e pragmatico. L’importante (però) è parlare, parlare, parlar. Sembra una banalità, ma non si può migliorare la fluidità del parlato senza parlare!

In conclusione

In conclusione è importante pensare agli aspetti tecnici e strategici dell’apprendimento dell’inglese ma è anche importante dedicare il tempo adeguato alla pratica verbale.

 

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